Orizzontale o verticale? Il dilemma dei flussi d’aria

flusso-orizzontale

La domanda è lecita, la risposta non è scontata.

Ma a farci un attimo mente locale, non è nemmeno poi così complicato immaginare quale sia.

Orizzontale o verticale? Come scegliere il proprio essiccatore tra i (a dire il vero non moltissimi) modelli in commercio?

Va da sè che il Made in Italy – o per lo meno in Europa – è preferibile al Made in China, ma non spenderemo troppe parole su questa considerazione.

Il flusso d’aria che investe i cestelli, invece, merita un piccolo approfondimento: lievemente riscaldata, l’aria è in grado di assorbire un maggior quantitativo d’acqua dal prodotto. Ma in che verso farla andare?

Molti essiccatori attualmente in commercio funzionano mediante un flusso d’aria verticale, che si muove dal basso verso l’alto.

Il limite di tali apparecchi è che l’aria immessa in circolo si satura di umidità incontrando i primi cestelli e trascina l’acqua accumulata verso quelli superiori, impedendo una corretta essiccazione dei prodotti disposti più in alto.

Un altro inconveniente della tecnologia a flusso verticale è rappresentato dal “tappo” creato da una disposizione troppo fitta del prodotto nei cestelli inferiori.
L’aria non sarà in grado di attraversare adeguatamente i primi strati, che dovranno quindi essere diradati, con un conseguente spreco di spazio.

L’alternativa è sempre quella di tenere sott’occhio il prodotto e scambiare di posto tra loro i cestelli in diversi momenti del processo, al fine di ottenere un’essiccazione il più possibile omogenea, evitando di bruciare i primi ripiani e di lasciar ammuffire gli ultimi.

Da ultimo, si osserva l’impossibilità di essiccare contemporaneamente prodotti diversi, pena la commistione di aromi, profumi e gusti.

Per queste ragioni è sempre consigliato preferire essiccatori a flusso d’aria orizzontale: il sistema consente di investire allo stesso modo e nello stesso momento tutto il materiale posto all’interno dell’essiccatore, per di più sia al di sopra sia al di sotto del cestello, omogeneizzando al massimo tempi di lavoro e resa del prodotto finale.

Inoltre il materiale da essiccare può essere disposto in modo da sfruttare al massimo l’area dei ripiani, senza che questo crei alcuna limitazione al flusso d’aria, i cestelli possono ospitare alimenti diversi tra loro senza che aromi e profumi si mischino e si elimina la fastidiosa necessità di controllare e scambiare di posizione i ripiani durante il processo.

Da ultimo, va tenuta presente la possibilità di essiccare alimenti morbidi o semiliquidi (puree, marmellate, meringhe) appoggiandole su fogli di carta alimentare che, in un essiccatore a flusso verticale, renderebbero del tutto impossibile il passaggio dell’aria.

4 Comments

    1. Buongiorno e ci perdoni se l’abbiamo fatta attendere ma per il mese di agosto il blog è… andato in ferie 😉
      Quello che dice è vero fino ad un certo punto… ci spieghiamo meglio: attualmente, per un caso (o chissà), gli essiccatori di qualità scadente per provenienza, materiali, lavorazione, garanzie, sono tutti a flusso verticale. Questo significa che, se desidera spendere 40 euro per un essiccatore, troverà quel che cerca, ma saprà anche che si tratta di sicuro di un prodotto di basso livello. Al contrario, prodotti di livello medio, buono e alto, quindi dalla fascia di prezzo analoga a quelli a flusso orizzontale di cui parla, si trovano in commercio in entrambe le formulazioni (per esempio esiste una buona ditta svizzera che produce essiccatori a flusso verticale). Si tratta, come sempre, di operare una scelta: spesa inferiore, minor qualità ed etica del lavoro, ma non necessariamente nel verticale perché, come detto, esistono essiccatori di questo genere di buona qualità e di costo quindi elevato. Buonissima giornata a lei! 😀

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