Farfel essiccato per la cena dello Shabbat ebraico

Essiccare il farfel per conservarlo e gustarlo durante la cena ebraica dello Shabbat

Farfel essiccato

La cucina ha sempre un legame con le tradizioni  di popolo e attraverso i diversi piatti  e le storie che racchiudono si possono capire molti aspetti della sua cultura o religione. Grazie alla rubrica di Labna oggi conosciamo il farfel essiccato, un piatto tipico che si mangia durante la cena del venerdì, detta dello Shabbat, che serba in sé un messaggio molto speciale. Scopriamolo subito!

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Il farfel è una pasta piccola, quasi una pastina, fatta a mano con un impasto semplice di uova e farina, tipica della tradizione culinaria ebraica dell’Europa dell’Est (che con termine tecnico definiamo ashkenazita).
Il farfel si usa come si userebbero la pastina e i cereali: si può mangiare in brodo o nelle zuppe, ma anche per fare sformati invernali o insalatone estive.
In occasione della cena festiva del venerdì sera – in ebraico lo Shabbat – è tradizione consumare il farfel, per un bel gioco di parole, che ora vi racconto. Secondo un antico saggio, il Baal Shem Tov, il farfel è legato alla parola in lingua yiddish farfallen, che significa “finito” o “concluso”: qualunque cosa bella o brutta sia accaduta durante la settimana si conclude e si lascia alle proprie spalle con la cena dello Shabbat, che inaugura il giorno del riposo e precede l’inizio della nuova settimana.

Preparazione: 10 min
Cottura: 5 min
Porzioni: 6

Ingredienti

350 g di farina
1/2 cucchiaino di sale
2 uova grandi

Procedimento

Disponete la farina a fontana, rompete le uova al centro e unite il sale.
Mescolate gli ingredienti con le mani e impastate il tutto a formare un panetto di pasta fresca liscio e uniforme.
A questo punto scegliete come formare il farfel. Alcuni preferiscono stendere la pasta col mattarello a uno spessore di pochi millimetri e poi tritare la pasta con un coltello o una mezzaluna per ottenere dei rombi molto piccoli ma non necessariamente uniformi; altri preferiscono grattugiare l’impasto per ottenere una granella molto fine, simile alla pastina.
Trasferite il farfel così ottenuto su una teglia ricoperta di carta da forno e fate tostare nel forno ben caldo a 180° finché il farfel non è tostato, quindi un paio di minuti.

Farfel essiccato
C’è da dire però che il forno non asciuga proprio completamente la pasta, che rimane umida all’interno, soprattutto se tagliata spessa: per questo il nostro consiglio è quello di far essiccare la pasta ben infarinata a 40°C (t3) per circa 12 ore, il che vi consentirà di conservarla fino a un mese.

Programma

t3 (o 40°C) per 12 ore

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