Essicchiamo i fiori di sambuco!

sambuco_papaveri_1_small

sambuco_papaveri_small

Oggi andiamo per campi, venite? Come a far cosa?! Beh, intanto a rifarci gli occhi di colori e profumi ormai dimenticati e poi c’è sempre un buon bottino da raccogliere attraversando un prato o lungo un sentiero. Per chi ha un essiccatore (ma anche per chi non ce l’ha!) a volte, oltre alla frutta e alla verdura, può essere divertente anche essiccare le erbe e i fiori che spontaneamente nascono nei nostri campi, dietro casa per chi ha la fortuna di abitare in campagna oppure raccolti durante una bella passeggiata, per chi ogni tanto va a ricaricare le pile in mezzo alla natura.

Un bello spunto sul tema ce l’ha dato proprio Claudia di Grano Salis, food blogger appassionata di essiccazione, che ha già preso parte al nostro blog, condividendo con noi i suoi esperimenti alla ricerca di (con parole sue) “un’alimentazione leggera e bilanciata, a base soprattutto di alimenti vegetali di origine naturale (che) rende la mente più lucida e reattiva, il corpo più leggero, energico e disponibile all’azione.”

E cosa ha raccolto Claudia? Dalle foto già si capisce, è un classico della natura nei mesi di maggio e giugno: il sambuco (con l’amico papavero)! Perché raccogliere ed essiccare il sambuco in questa stagione della fioritura, oltre a farci divertire e trascorrere qualche ora all’aria aperta, ci permetterà di avere un valido alleato per affrontare gli accidenti dell’inverno, quando raffreddori, stati infiammatori e lievi influenze verranno a trovarci nuovamente (anche se noi vi auguriamo un’ottima salute e di farvi solo delle profumatissime tisane di sambuco, esclusivamente per il gusto di farle!).

sambuco_1_small

Claudia ci racconta infatti che il sambuco “ha parecchie virtù, utili ad esempio nel periodo invernale, o quando in generale siamo affetti da stati infiammatori e febbrili. Questo grazie alle proprietà dei suoi fiori come stimolanti della sudorazione, diuretici e antinfiammatori, che concorrono ad abbassare la febbre in modo naturale. Sono molto indicati negli stati di raffreddamento, nelle bronchiti, nell’influenza e in caso di malattie esantematiche (scarlattina, morbillo, varicella), perché contribuiscono ad accelerarne l’evoluzione.” … Del sambuco non si butta via niente; citando direttamente da Florario, di Alfredo Cattabiani:

Panacea era ed è condiderato il sambuco nella medicina tradizionale. In quella tirolese lo si è chiamato “farmacia degli dei”. Sette volte il contadino s’inchinava davanti all’albero perché sette sono i doni che si ricavano dai germogli, dai fiori, dalle foglie, dalle bacche, dal midollo, dalla corteccia e dalle radici del sambuco. Dai germogli si ottiene un decotto che calma le nevralgie; gli impacchi di foglie curano le malattie della pelle; con i fiori si fa un tè depurativo e dalle bacche si ottiene uno sciroppo contro le infiammazioni dei bronchi e dei polmoni. Quanto alla corteccia, è emetica o lassativa a seconda della quantità usata: fresca cura il glaucoma ponendola sugli occhi. La radice, pestata e bollita, è un ottimo decotto e impacco contro la gotta e le malattie del ricambio. Infine dal midollo si ricava una pappa usata, con farina e miele, per lenire il dolore delle lussazioni.

La fioritura del sambuco tra l’altro è abbastanza lunga, può iniziare i primi giorni di maggio e continuare fino alla seconda metà di giugno, questo a seconda delle condizioni climatiche e eventualmente dell’altitudine. Quindi siete ancora in tempo per imbracciare un bel cesto ed andare a raccoglierne le grandi ombrelle, recidendole alla base. Sappiate che esistono due tipi di sambuco, quello buono (Sambucus nigra) e quello tossico (Sambucus ebolus) e Claudia ci spiega come distinguerli in questo post,  sempre dal suo blog. Comunque la differenza è facile da individuare: il sambuco tossico ha dei pistilli violetti che quello buono non ha. Quindi via libera alla ricerca del sambuco dai pistilli bianco-giallini che diverranno poi del tutto gialli una volta essiccati.

sambuco_2_small

 

sambuco_small

Una volta raccolti, i fiori di sambuco si possono mettere ad essiccare nei cestelli dell’essiccatore sia come ombrelle grandi (magari private del picciolo principale) che in ombrelle più piccole o, se avete pazienza, separando già i fiorellini dagli steli. Claudia suggerisce di staccare i fiorellini una volta essiccati, sarà più facile e veloce perché si potranno raccogliere tutti in una ciotola senza troppo spreco. A 40° saranno pronti già in 8-10 ore (il programma P1 andrà benissimo).

sambuco_papaveri_1_small

Se poi nella vostra passeggiata doveste aggiungere qualche papavero al bottino sappiate che i petali sono molto utili per calmare la tosse e farebbero una perfetta abbinata se essiccati insieme al sambuco.

Quindi grazie Claudia per questa simpatica idea e per le tue foto meravigliose, che regalano un bellissimo contrasto cromatico e la voglia di uscire e andar per campi!

 

Leave a Response