Merende da climber e snack a impatto zero

Boulder e snack essiccati a impatto zero con i ragazzi di Chulilla

climbing ed essiccazione

Che l’essiccazione sia comoda lo sappiamo, ma nel caso dei free-climber diventa un vero e proprio valore aggiunto, che alleggerisce i loro zaini e gli permette di nutrirsi in maniera sana e variegata. Lasciamoci trasportare tra rocce, fatica e punti d’arrivo da questo articolo, sempre firmato da Elisa Bessega, la nostra appassionata di alimentazione e sport in natura.

__

Quello di “casa” è un concetto relativo. C’è chi si sente a casa nei luoghi della propria infanzia, c’è chi è legato ad un edificio, chi sente sapore di casa quando assaggia il piatto che preparava la nonna.
Di sicuro quando vivi in un furgone da più di cinque anni girando per l’Europa a caccia di grossi sassi da scalare la tua idea di casa dev’essere un po’ più elastica ed articolata di quella a cui siamo abituati noi sedentari.

climbing ed essiccazione
I ragazzi di Chulilla vivono così, in furgoni e roulotte parcheggiate qualche centinaia di metri fuori dal paese, a due passi dal bar e dal negozio per climbers che gestiscono in una delle zone di arrampicata più famose del centro della Spagna. Ogni inverno centinaia di scalatori si mettono alla prova sulle pareti rosse dell’omonimo canyon, 4 km di falesie alte fino a 160 metri che sprofondano nella terra per finire in un fiumiciattolo placido e sabbioso dove farsi un bagno dopo la scalata.
Ma a quei vertiginosi muri di calcare dietro l’angolo, i ragazzi di Chulilla preferiscono i sassi.
Quando non lavorano (il che succede molto spesso) mettono in moto la propria “casa” e si spostano nell’entroterra alla ricerca di blocchi da scalare. Pochi movimenti, estremi, senza corda, che provano a turno circondati da materassi e compagni col compito di parare le loro cadute.

climbing ed essiccazione

Li ho accompagnati a caccia di boulder nella zona di Albarracin, ospite dei loro furgoni.

climbing ed essiccazione

Non potendomi presentare a mani vuote – ma non essendo la loro casa su ruote dotata di frigoriferi o altri elettrodomestici sofisticati – il miglior metodo di conservazione degli snack da portare in dono si è rivelato essiccare. Così ho miracolosamente attraversato i check-in con un tupperware pieno di crackers crudisti di grano saraceno e 500 g di sacchettini di polvere bianca che, una volta reidratata, si sarebbe trasformata in hummus per la merenda dei successivi giorni.

climbing ed essiccazione

Albarracin è un altopiano collinare cosparso da alberi secolari e suggestivi blocchi di arenaria non più alti di una decina di metri. Nel parco, patrimonio Unesco, vigono regole severe per prevenirne il deterioramento: chi scala sa bene che non lasciare tracce del proprio passaggio è il minimo che si possa fare per continuare a godere della bellezza degli ambienti che frequenta, e le merende a impatto zero che ho portato con me mi sembrano perfette per l’occasione.

Arriviamo in tempo per goderci il paesaggio nella luce fredda di un tramonto autunnale dopo aver parcheggiato su una comoda sterrata con vista (se la tua casa ha le ruote, ogni bel panorama può diventare il tuo giardino). Il giorno dopo, con tutta la calma di chi è ricco della più importante delle risorse – il tempo – ci dirigiamo verso il bosco formando una carovana carica di crashpad, thermos, qualche birra per le pause e tanto cibo per la giornata.

climbing ed essiccazione

I ragazzi di solito hanno con sé pane fresco, formaggio, frutta secca, qualche arancia, carote o altre verdure crude. Cibi semplici da trasportare e da mangiare al volo.

climbing ed essiccazione

La polvere di hummus home-made con craker essiccati di grano saraceno si è rivelata un’ottima alternativa da prendere d’assalto tra una scalata e l’altra. Riempito il sacchetto d’acqua fredda e amalgamato per qualche minuto, in un attimo era pronto per essere spalmato sui cracker o per fare da accompagnamento a carote, cetrioli e focacce.

climbing ed essiccazione

Una sessione di boulder è un misto tra uno sforzo estremo e un lungo pic-nic con gli amici. Si parte la mattina e si torna a casa solo quando finisce la pelle delle dita o quando arriva il buio, a volte nemmeno quello basta a distoglierti dall’ossessione di chiudere il tuo progetto.

climbing ed essiccazione

Ci si muove in gruppo, si scala insieme, si mangia insieme. A volte c’è bisogno del supporto e del materasso di tutti per proteggere la scalata di uno, quando non è così alcuni siedono a terra a guardare facendo il pieno di energia mentre aspettano il proprio turno. E giorno dopo si ripete, fino a che tutti non riescono ad afferrare l’ultima presa del loro progetto conquistando la cima di un altro sasso.

climbing ed essiccazione

Il nostro sacchettino di hummus stava lì in mezzo, su un ceppo d’albero, alla portata dell’affamato o del goloso di turno. Comodo da trasportare e da consumare, non ha richiesto l’uso di nessuna stoviglia (lavare i piatti è uno dei compiti più duri quando il tuo lavandino consiste in una tanica d’acqua da 20 litri appoggiata ad uno sgabello pieghevole).

climbing ed essiccazione

E poi non va gettato e si può riutilizzare! A meno che, come nel nostro caso, non si trasformi in contenitore per la spazzatura abbandonata che i ragazzi raccolgono nel parco ogni volta che si spostano. Ci tengono a mantenerlo pulito, dopotutto è, letteralmente, la loro casa.

climbing ed essiccazione

Hummus in polvere istantaneo

hummus essiccato

Ingredienti

• 400 g di ceci
• 1 spicchio d’aglio
• 2 cucchiai di pasta di sesamo (tahin)
• 3 cucchiai di succo di limone
• 1/2 cucchiaino di paprica
• 1/2 cucchiaino di cumino
• 3/4 cucchiai d’acqua (a seconda della consistenza desiderata)
• Sale qb
• 3 cucchiai di olio d’oliva (da aggiungere dopo la reidratazione se si ha in programma di consumare l’hummus dopo molto tempo. Le sostanze grasse ed oleose non possono essere disidratate e riducono i tempi di conservazione degli essiccati).

hummus essiccato

Procedimento

Frullare tutti gli ingredienti (eccetto, eventualmente, l’olio d’oliva) secondo la ricetta tradizionale, fino a raggiungere una consistenza cremosa. Aggiungere acqua se serve.
Stendere il composto sui vassoi dell’essiccatore rivestiti di carta da forno oppure, soluzione più comoda e meno inquinante, sui fogli antiaderenti.

hummus essiccato
Essiccare per circa 5 ore a 55 gradi e, una volta che il composto si presenta completamente disidratato, passarlo nel mixer fino ad ottenere una polvere sottile.

hummus essiccato
Per reidratare l’hummus istantaneo è sufficiente aggiungere abbondante acqua fredda fino ad ottenere la consistenza desiderata, amalgamando per qualche minuto prima di consumarlo.

Tips: se preparato riducendo al minimo il contenuto di grassi e poi chiuso in un contenitore perfettamente ermetico si conserva fino a più di un anno senza irrancidire. La parte grassa dell’hummus si trova nell’olio di oliva e nella pasta di sesamo. Il primo, come anticipato, si può aggiungere in un momento successivo alla reidratazione, mentre il tahin pronto può essere sostituito con una pasta di sesamo fatta in casa contenente una quantità minore di grassi.
In questo modo è possibile prepararne in abbondanza da tenere pronto all’uso nella dispensa per quando si presenta l’occasione di un qualsiasi pic-nic fuori porta.

Cracker crudisti di grano saraceno 

cracker essiccati

Ingredienti

• 140 g (1 tazza) di grano saraceno
• 70 g (1/2 tazza) di mandorle
• 2 cucchiai di semi di lino
• 1 cucchiaio di semi di cumino
• 1 cucchiaio di polvere di cacao
• 1 cucchiaio di semi di sesamo
• 1 cucchiaino di sale fino

cracker essiccati

Procedimento

Mettere in ammollo il grano saraceno e le mandorle per una notte.

cracker essiccati

Passare i semi di lino in un mixer fino ad ottenere una pasta cremosa che servirà da legante, aggiungere i restanti ingredienti insieme a mezza tazza d’acqua e frullare il tutto. La pasta ottenuta deve essere di una consistenza abbastanza morbida da potersi stendere sui piatti dell’essiccatore rimanendo compatta, ma non troppo solida; aggiungere altra acqua e continuare a frullare se necessario.

cracker essiccati
Spalmare il composto sui fogli antiaderenti dell’essiccatore formando uno strato di circa 3 mm e guarnire con una manciata di semi di sesamo.
A questo punto, prima di cominciare con l’essiccazione, è utile incidere con una paletta da cucina gli intagli lungo i quali dividere la sfoglia essiccata per dare la forma ai crackers, in modo da non spezzarla una volta secca.

cracker essiccati

Avviare l’essiccatore a 60 gradi per 12 ore, girando le sfoglie a metà cottura.

Buon appetito, anche ai meno arditi, che questi snack li mangeranno non appesi sulle rocce 😉

Da più di trent’anni i valori di domani

Risparmio energetico, ecosostenibilità, Made in Italy, qualità, rispetto dell’ambiente, delle persone e degli alimenti: ecco i valori da cui partiamo ogni giorno per progettare oggi gli essiccatori di domani.

Scopri i nostri prodotti

Aggiungi un Commento

Il tuo commento, dopo esser stato approvato dallo staff di Tauro, verrà pubblicato in calce all'articolo.