Vita con Biosec: ingombri, rumori, umidità e profumi

Vita con Biosec

ambientata biosec

Bene, perfetto. Avete valutato la classe energetica (che non c’è XD ), avete scelto il modello, avete fatto l’acquisto… e ora vi trovate a casa con il vostro essiccatore nuovo di zecca che vi guarda dal ripiano della cucina, in attesa di capire cosa ne farete di lui. E voi, dall’altro lato, lavate le zucchine fischiettando e ostentando indifferenza.

Niente paura, arriviamo noi a trarvi d’impiccio e vi diamo le istruzioni per i primi quattro passi da compiere per iniziare col piede giusto la vostra nuova relazione seccante.

Dove ti metto?
Climatic_equipment

Nella versione corta, Biosec è poco più piccolo di un microonde standard. Più sottile ma molto più lungo nella versione grandeIn entrambi i casi, l’ingombro non è del tutto ininfluente, soprattutto se la nostra cucina non è quella di Nonna Papera, ma magari abitiamo in appartamento o abbiamo comunque già stipato nella stanza ogni elettrodomestico inventato dall’uomo negli ultimi due secoli e mezzo.

E dunque? Niente panico! È sempre bene tenere a mente un dettaglio piccolo ma decisivo: Biosec non è un forno.

Bella scoperta, direte voi.

Eh no, ribattiamo noi, il fatto che non sia un forno implica due cose fondamentali. Primo: ha tempi di lavorazione mediamente moooolto più lunghi. Secondo: non può bruciare niente di quello che ci mettete dentro. E, credeteci, questo fa tutta la differenza. Perché la conseguenza di questo dettaglio è che il vostro nuovo essiccatore non dovrà per forza stare in cucina. Gli andranno benissimo stanzini, sgabuzzini, ripostigli, sottoscala, garage e cantine. A patto che siano abbastanza secchi (no alle stanze decorate con fiori di umidità) e un minimo aerate (non chiudete Biosec in un armadio, per intenderci). Potrete caricarlo in cucina e poi metterlo a lavorare in luoghi meno affollati, senza paura di rovinare nulla e liberando spazio per preparare la cena!

Corollario: portici, sottoportici e giardini Biosec può dormire fuori? Qualcuno a volte ce lo chiede. Purtroppo sarebbe davvero meglio evitare. A meno di non avere la certezza matematica (ma chi ce l’ha mai?) che non possa essere sfiorato da eventuali piogge di passaggio o rosicchiato (soprattutto spina e cavo) da simpatici animaletti di campagna, è sempre meglio tenere l’essiccatore al chiuso.

E se poi russi?

russare

Eh, un partner che non ti fa dormire la notte è una bella seccatura. E non parliamo solo del marito di turno, ma magari anche della lavatrice che o la facevamo partire stasera o domani nessuno aveva le mutande pulite. Però che rumore, soprattutto quando parte la centrifuga. Non parliamo poi di aspirapolveri e phon… insomma, la famiglia degli elettrodomestici può essere fastidiosa, quando si parla di decibel. Biosec non ha la certificazione per le emissioni rumorose perché sta sotto alla soglia minima per cui questi controlli sono richiesti. Possiamo paragonare il suo ronzio a quello di un condizionatore di buona qualità, anche se a volte non lo si sente proprio, perché alterna momenti di maggior ventilazione ad altri molto più delicati. 

Non vi basta?! Se proprio volete dormirci insieme (magari siete in camper a raccogliere funghi, chissà), abbiamo realizzato il programma Silenzioso apposta per voi. Sogni d’oro a tutti!

Che odore! Ma ti lavi?!

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Ecco, qui passiamo ad un argomento odoroso e non modificabile: quando essiccate, come quando cucinate, un pochino di profumo si sente sempre. E magari finché parliamo di fragole va anche bene. La cosa però si complica se nel vostro Biosec c’è un carico di cipolle.

Come fare? Uno dei motivi per cui, per chi può, consigliamo di non tenere in cucina l’essiccatore, è proprio che vi aromatizzerà la stanza mentre è in funzione. Non parliamo nemmeno di camere da letto o ambienti di lavoro: meglio evitare. E qui non c’è molto da fare, è la natura e va lasciata fare il suo corso. Vi garantiamo però acquolina di qualità e aromi deliziosi, anche se davvero molto meno intensi di un soffritto fatto bene!

Reumatismi e umidità

Da ultimo, una perplessità che vi coglie spesso nei primi momenti di convivenza con l’essiccatore riguarda proprio lo smaltimento dell’acqua che estrae dai prodotti. Si condensa sul muro? Mi fa la muffa? Devo canalizzarla all’esterno in qualche modo? Metto il Biosec sotto la cappa? Nulla di tutto questo. I tempi prolungati e la delicatezza del processo implicano una produzione di umidità davvero minima e trascurabile, paragonabile alla traspirazione di ognuno di noi. Quindi non preoccupatevi, se l’ambiente in cui lo farete lavorare non è umido di suo, non lo diventerà per colpa dell’essiccatore!

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