Parmigiano veg di Paola Maugeri

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Paola questa volta ci parlerà di un altro must dell’alimentazione vegana, ma non solo: il parmigiano vegan. Gran trovata per sostituire il gusto del parmigiano in quei regimi alimentari che per scelta o necessità non lo assumono ma in realtà è anche un’ottima idea per creare un alimento del tutto nuovo, di tutt’altra natura, ma sempre gustoso e sano! Ecco Paola e sua sorella Francesca, armate di un potente frullatore e ingredienti semplici e genuini, produrre con poche mosse un parmigiano che, ve lo assicuriamo, una volta pronto è già terminato 🙂

Videoricetta qui sotto, per chi vuole farsi coinvolgere anche dall’entusiasmo e dalla simpatia delle sorelle Maugeri, ricetta con ingredienti e procedimento subito dopo per chi volesse passare immediatamente ai fatti!

Ingredienti

  • Anacardi
  • Pinoli
  • Sale
  • Lievito alimentare
  • Limone
  • Uno scalogno tagliato sottile
  • Acqua q.b.

Procedimento

Gli anacardi vanno precedentemente messi in ammollo per almeno quattro ore e saranno proprio loro a legare il composto e a dargli quel gusto neutro che ben si fonde con le altre aggiunte, in questo caso i pinoli, il lievito etc…

Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore aggiungendo un quantitativo d’acqua tale da ottenere poi una consistenza cremosa (40 ml possono bastare) e frullare fino a generare uno smoothie che poi verrà come sempre spalmato sui fogli adagiati nei cestelli dell’essiccatore (programma P1 per 16/20 ore circa).

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Dopo 6/8 ore di essiccazione girare il composto (ormai parzialmente essiccato) usando un altro foglio e terminare l’essiccazione fino a consistenza desiderata.

Lo strato essiccato potrà ora essere diviso a pezzetti e, se non finisce subito, eventualmente conservato in barattoli di vetro e al buio.

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Che ne dite? Lo provate? Vi abbiamo ingolositi? 🙂

Anche noi l’abbiamo sperimentato da poco e possiamo indicarvi questi dosaggi:

per 350 g di formaggio “parmigiano”

250 g di frutta secca (anacardi e pinoli)
250 ml di acqua
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
¼ di cucchiaino di sale
Scalogno tagliato sottile
Limone

Mettere in ammollo gli anacardi per 4 ore. Una volta ammollati, frullarli con gli altri ingredienti e con acqua sufficiente a formare un composto denso (250 ml di acqua o poco più possono bastare). Stendere il composto sui cestelli dell’essiccatore e avviare il programma P1 per 16/20 ore circa, come indicato da Paola.

7 Comments

  1. fossi del consorzio del Parmigiano,vi denuncerei per approppriazione indebita di nome….
    Il Parmigiano si fa con il LATTE,stop….
    Chiamatelo in altra maniera,non : Parmigiano !
    Ognuno e’ libero di nmangiare quel che gli pare,ci mancherebbe !!!
    Ma il Parmigiano e’ una cosa,quella “crosta”…un’altra…di sicuri NON Parmigiano !

    1. Buongiorno Vincenzo! No, no la preghiamo, non ci denunci! 🙂 Il parmigiano è talmente buono e famoso che non ci permetteremmo mai di volerlo sostituire con altro, anzi appellare cibi vegani o crudisti con i nomi dei cibi comuni ben più noti, è quasi un omaggio alla bontà della cucina italiana, e aiuta anche i neofiti a capire a quale tipo di alimento ci si stia riferendo. Quando qualcosa è talmente famoso e riconoscibile, come in questo caso il Parmigiano (o, se vuole, il nostro Grana Padano, noi siamo veneti 😉 ), succede che il nome spesso venga associato in modo automatico alla preparazione che vorrebbe ricordarlo. Un po’ come chiamare Scottex in modo generico qualunque tipo di carta assorbente da cucina. O, come sanno bene le ragazze, Rimmel (dalla prima marca a commercializzarlo) il mascara. Gli amici vegani e crudisti (che certamente non mangiano “croste”, come lei le ha forse poco gentilmente definite… lo assaggi, non è Parmigiano e le diamo ragione, ma è davvero gustoso!), non possono mangiare latticini per scelta, e nel procurarsi un prodotto sostitutivo per la tavola di tutti i giorni, lo indicano con il nome più conosciuto e riconoscibile, giusto per capirsi 😉

  2. Buongiorno, eh si mi sono ingolosita ed ho subito provato la ricetta, ne è venuto una buona “crosta” che al palato sembra il Parmiggiano.
    Penso dunque di non aver dosato bene… In effetti non ci sono le dosi degli ingredienti.
    Magari potreste darci qualche dritta per non sbagliare?
    Grazie in anticipo per le tante vostre tante bontà che condividete con tutti, belli e brutti! 🙂

    1. Grazie a lei Elisa! Ovviamente il risultato non è precisamente quello di un Parmigiano vero e proprio. Tuttavia, se ci spiega bene cosa non l’ha soddisfatta all’assaggio (la consistenza, forse?) e il procedimento preciso che ha seguito lei, sentiamo Paola appena rientra dalle ferie estive e proviamo ad aiutarla. Intanto ci scriva pure a info@tauroessiccatori.com! 🙂

  3. Buongiorno … mi domandavo .. ma eventualmente sostituire in parte o tutto il quantitativo dell’acqua per fare il composto con del rejuvelac? Secondo voi potrebbe esaltare il gusto del prodotto finale ed avvicinarlo ancora di più al Parmigiano originale? Grazie e complimenti!

    1. Salve Cristina! Grazie per i complimenti e anche noi li facciamo a lei per la sua idea! Non l’abbiamo mai testato con questa sostituzione ma potrebbe essere una variante da sperimentare anzi, probabilmente lei è talmente curiosa che lo farà prima di noi e ci racconterà il risultato, o no?! 😉

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