Verde come i boschi di pino uncinato (e come la rucola)

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Bisogna dirlo, Fabio sa fare foto molto evocative, che ci accompagnano e fanno venire voglia di raggiungerlo 🙂 o andare con lui la prossima volta! E ha abbinato anche il verde dei boschi al verde della rucola, mossa encomiabile soprattutto perché arriva da un ometto! Eccoci, pronti a leggere 🙂

Ho perso traccia della quantità di tempo passato senza fare una buona camminata alla vecchia maniera, l’attività più semplice che si possa fare nella natura.

Senza l’ingombro di corde, imbraghi, moschettoni.

Senza l’ingombro (ebbene sì) della bicicletta, che dà una libertà enorme, ma che in cambio richiede manutenzione e attenzione, e ha una meccanica spesso delicata. Era da novembre, quando ho iniziato a scrivere su questo blog che non facevo un caro, vecchio, giro a piedi. E quindi rieccoci.

Il parco naturale del Mont Avic

Si trova in Valle d’Aosta, l’ho scoperto un decennio fa, ed è diventato un luogo quasi rituale, che voglio visitare ogni anno. L’itinerario che ho percorso è stato registrato con il GPS e pubblicato qui.

Il percorso copre un dislivello di circa 1600 metri, perciò l’ambiente naturale varia moltissimo. I boschi di latifoglie alla base lasciano molto presto il posto a quelli di conifere, soprattutto il pino uncinato.

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Salendo la vegetazione si fa più rada.

Finché non sopravvivono solo fiori piccoli, e poi muschi e licheni.

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Poi gli alberi spariscono, e si cammina in una zona anticamente sfruttata per l’estrazione del ferro, calpestando i sentieri creati dal duro lavoro dei minatori.

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Molti sassi sono… arrugginiti, segno della forte presenza di ferro al loro interno.

Tra le meraviglie di questo itinerario, si sfiorano diversi laghi, uno dei quali si chiama “Lac Gelé” per un buon motivo.

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Tutto molto bello, ma quando si mangia?

Ci arriviamo. Ecco la cucina con vista. Mica male, eh?

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Ho preso l’abitudine, quando essicco, di preparare quantità abbondanti di scorte; visto che il cibo disidratato non solo occupa pochissimo spazio (anche in casa!) ma si conserva incredibilmente a lungo. Quindi tanto vale essiccare in grandi quantità, no? Insomma, tutto questo per dire che ho riciclato come entrée, e con gran piacere, lo spread di tofu ai peperoni e curry preparato a marzo.

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Le gallette di riso sono un’interessante alternativa al pane, perché durano un sacco di giorni e riempiono. Purtroppo sono voluminose, perciò serve uno zaino capiente.

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Le vettovaglie per il weekend, rigorosamente autoprodotte. Riso al pesto di rucola (descritto a breve), spread di tofu, banane, fruit leather.

Ma ovviamente serve una ricetta nuova, se no mi licenziano. Perciò ecco a voi…

Il pesto di rucola

Qual è un modo gustoso di condire la pasta o (ancora una volta) il riso, e che abbia una buona dose di proteine? Ma il pesto di rucola, ovviamente!

Ecco gli ingredienti:

  • Rucola (incredibile!)
  • Noci (calorie e grassi buoni)
  • Olio extravergine d’oliva (il minimo indispensabile per facilitare la frullatura)
  • Tofu per dare consistenza cremosa e per le proteine, indispensabili per chi fa una vita attiva.

Le quantità sono variabili in base al vostro gusto! Nel mio ho messo 150 grammi di rucola, 200 grammi di tofu, 10 noci e un cucchiaio d’olio. Mettete più rucola se lo volete più forte, più noci se vi piace… e più tofu se lo volete particolarmente cremoso (o proteico).

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La ricetta è, ovviamente, facilissima, se no il sottoscritto non ci riuscirebbe, e si riassume in:

Mettete tutto nel frullatore finché non ha una consistenza omogenea, quindi spalmatelo sui cassetti dell’essiccatore.

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Si essicca velocemente, nel mio caso è bastata una notte con il programma P1.

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Quando lo vorrete consumare, potrete reidratarlo nel pentolino o direttamente nel sacchetto assieme a pasta o riso, come spiegato qui. Ci stanno benissimo anche dei pomodorini essiccati.

 

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