La Cucina del Riciclo: dalla Spremuta alla Cialda di Arancia

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Inverno, tempo di arance e raffreddore.

Non sappiamo da voi, ma qui in Veneto oggi si scorge il sole. Evento inatteso e stupefacente: non ricordavamo nemmeno come fosse fatto e le nostre ossa iniziavano seriamente a chiederci di essere trattate con un giro extra nell’essiccatore!

In ogni caso, oggi prendiamo due piccioni con una sola… arancia!

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Sì, lo sappiamo, voi volete che continui la saga dei quattro grandi ostici. E lo farà, è una promessa. A breve si inizia con le albicocche.

Ma oggi non potevamo evitare di condividere con voi questa meraviglia, realizzata da Lisa Casali nel suo blog Ecocucina.org, che ci permette di riprendere in mano l’interessantissimo filone del riciclo in cucina oltre a fornirci l’occasione per illustrare un’altra spettacolare ricetta da realizzarsi, se volete, con l’aiuto dei vostri nuovi fogli antiaderenti DrySilk. Ammettiamolo: con la carta da forno sarebbe giusto un po’ più scomodo!

Iniziamo, allora!

Ingredienti:

  • quel che resta della polpa dopo aver spremuto le arance

Procedimento:
Dopo esservi preparati una bella spremuta agli agrumi (vanno bene tutti, dall’arancia al pompelmo passando per i mandarini o, perché no, anche un bel mix di tutti questi frutti insieme) raccogliete la polpa rimasta nello spremiagrumi su un foglio di carta da forno o, ovviamente sui vostri nuovi fogli antiaderenti DrySilk.

A seconda del gradi di liquidità del prodotto, potrete disporlo meglio possibile con una spatola o, se si presenta più denso, ripiegare il foglio a metà o sovrapporvene un secondo così da coprire la polpa e, aiutandovi con un matterello, disporla in uno strato il più possibile omogeneo.

A questo punto disponete i vostri fogli di carta forno o DrySilk ad essiccare. Se avete scelto la seconda opzione, levate il foglio antiaderente superiore per permettere all’aria di circolare meglio. Se invece state utilizzando normale carta forno, potete lasciare anche il secondo strato.

Impostate la temperatura a 40° (il programma P3 Biocrudista sarà perfetto) e fate essiccare per 2 ore circa.

Quando la polpa si sarà completamente seccata, staccate la cialda con delicatezza e conservatela sottovuoto o in contenitore a tenuta ermetica a temperatura ambiente e al buio.

La ricetta, se lo desiderate, viene benissimo anche a partire dalle arance intere: sbucciatele e frullatele nel mixer prima di procedere a stendere la polpa sul vostro foglio antiaderente.

Potete poi gustare le cialde al naturale, come fosse una chips di arance, oppure utilizzarla per variare i vostri piatti e stupire gli invitati:

  • sbriciolatela su antipasti, primi e secondi per dare un tocco agrumato e inaspettatamente croccante
  • arrotolatela su se stessa a formare un piccolo cono, e guarnitela con una mousse alla frutta, con crema o ricotta per trasformarla in una dolcetto, ma anche con olive nere e cipolla a fette sottili, olio sale e pepe quanto basta, per un’insalata siciliana ad effetto!
  • aggiungetene un pezzetto in infusione in una tazza di tè o tisana per arricchirne il gusto.

Oltre alla polpa, Lisa si è premurata di ricordarci che non vanno dimenticati gli altri scarti, preziosissimi e assolutamente da non buttare: la scorza essiccata può profumare l’ambiente e, se biologica o comunque non trattata, è perfetta per realizzare canditi, risotti, dolci e molto altro ancora, come ci racconta Lisa in questo suo post.

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