Essiccando con… il Cucchiaio d’Oro di Donatella

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Marzo è ormai entrato nella seconda metà, tra pochissimi giorni è ufficialmente primavera, guadagniamo un’ora di luce, ricominciamo a prendere sole così non sembriamo più tanti zombie verdognoli, ma soprattutto riparte la produzione di orti, frutteti e fruttivendoli!

Sono le ultimissime battute di recupero, dal mese prossimo si ricomincia a pensare seriamente ai primi prodotti di stagione di cui approfittare per un’essiccazione perfetta. E non diteci che fragole e pomodori si trovavano anche in inverno, perché avete sbagliato blog, non vi rispondiamo nemmeno, scriteriati antiecologici-antieconomici-antisalutisti-antipatici che non siete altro, ecco.

Oggi onoriamo il nostro impegno mensile e cediamo la parola a Donatella la veterana, quella che, insieme a Mamma Papera e ad un paio di altre grandi amiche (la nostra Simo, che ieri ci ha deliziati con lo zenzero, per esempio!) tiene operativamente in piedi questo blog.

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Donatella è pazza furiosa, ma di questo vi sarete già accorti da soli. Manda post e mail alle ore più improbabili, per lei dormire la notte è una seria perdita di tempo. Noi ci rifiutiamo di rispondere alle tre del mattino, ora in cui comunque saremmo coscienti più o meno come un bradipo narcolettico, e lei ci prende sonoramente in giro per la nostra proverbiale pigrizia.

Originaria di lontane e meridionali, assolate regioni, trapiantata per amore nella ridente Emilia – Romagna, vive col marito e lo costringe a sorbirsi interminabili sessioni di cucina creativa, impestando casa con olezzi più o meno gradevoli di giorno come, per l’appunto, di notte.

Già autrice, insieme ad un altro paio di vecchie amicizie, della sezione di cucina del settimanale online D di Repubblica, Donatella firma anche di alcune delle splendide foto che corredano il volantino del corso di cucina con essiccatore. Cui potrebbe, prima o poi, anche prendere parte. Ma in qualità di chef, non certo di allieva.

Oggi ci racconta come da copione quali sono le ragioni che l’hanno avvicinata al mondo dell’essiccazione e per quale motivo continua imperterrita su questa curiosa strada.

Tauro: Come hai scoperto l’essiccatore?
Donatella: Ho scoperto l’essiccatore grazie ad internet, ripensando ai pomodori secchi che faceva la nonna e che non sarei riuscita ai ad ottenere senza l’aiuto di un elettrodomestico, vivendo in una zona non ventilata e troppo umida.

T: Prima di possederne uno, utilizzavi abitualmente prodotti essiccati nella tua alimentazione?
D: Ho sempre consumato prodotti secchi nella mia alimentazione, pomodori secchi, funghi, uva passa, peperoni e prugne, sono alimenti che consumo abitualmente e che un tempo reperivo già pronti.

T: Cosa ti ha convinta a portarti a casa un essiccatore?
D: I motivi che mi hanno convinta a scegliere un essiccatore sono tanti: la genuinità del prodotto finale in primis, come anche abbattere le spese e conservare al massimo tutti e i tanti prodotti che altrimenti verrebbero buttati, sopratutto per chi come me ha un piccolo orto dove produrre frutta e verdura.

T: Qual è stata la più impensabile innovazione ottenuta grazie all’essiccatore, la cosa che più è cambiata nella tua cucina o nelle tue abitudini alimentari?
D. Sono due i motivi per cui ho cambiato le abitudini nella mia cucina, primo le meringhe! Preparando spesso dolci dove è previsto solo l’utilizzo del tuorlo, spesso mi capitava di dover buttare gli albumi perché nel forno tradizionale le meringhe non venivano mai come desideravo… il risultato era una meringa vuota e “appiccicaticcia” all’interno. Oggi grazie al programma SuperHot68° di Biosec, riesco ad ottenere meringhe perfette senza cenno di umidità, il che le rende oltre che buonissime, anche conservabili a lungo.

La seconda invece è la biscottatura. Sono una gran consumatrice di fette biscottate e quelle fatte in casa, specie se variegate ai cereali, le quali non sono per nulla paragonabili a quelle in commercio. Un tempo eseguivo la biscottatura nel forno tradizionale con le basse temperature, ma ciò mi impediva di allontanarmi dal forno: il rischio era quelle di bruciarle da un lato. Con l’essiccatore, oltre a non bruciarle, ho la possibilità di lasciare che la macchina faccia tutto da sola, quindi ho più tempo per me e in più ho il forno libero.

T: Svelaci la miglior ricetta mai realizzata con l’essiccatore:
D: Come già detto nella precedente domanda, sono molto legata alla ricetta delle fette biscottate. Ma un’altra ricetta che ha sorpreso e destato successo tra amici e parenti è il dado granulare vegetale, tra l’altro la mia prima ricetta eseguita con Biosec. Un prodotto genuino senza glutammato, perfetto per insaporire tanti piatti e ideale per avere sempre il brodo a disposizione.

T: Quale ritieni sia il punto di forza di Biosec?
D: Il punto di forza di Biosec per me sono i tanti programmi a disposizione, che consentono un’essiccazione perfetta per ogni tipo di prodotto che voglio trattare, che sia una meringa o che siano erbe aromatiche.

T: Hai consigli per migliorarlo?
D: L’unico consiglio che mi sento di dare è l’aggiunta di un cassettino sul fondo. Per me che utilizzo Biosec per le fette biscottate, far si che le briciole cadono in un cassettino faciliterebbe la pulizia.

T: Cosa ti senti di dire a chi ancora non ne possiede uno? Perché glielo consiglieresti?
D: I motivi per cui consiglierei l’essiccatore sono gli stessi che hanno spinto me ad averlo: avere il modo di produrre in casa alimenti secchi anche in zone umide, utilizzando prodotti di cui si conosce la provenienza è già un ottimo motivo, ma non si può tralasciare una motivazione più che valida come l’abbattimento dei costi sulla spesa. Chi ha la possibilità di avere un orticello sa bene che la maturazione dei prodotti giunge nello stesso periodo e spesso non si riesce a fare in modo di consumare tutto. Ecco quindi che la conservazione è d’obbligo. Ma anche per chi non ha un orto vale lo stesso discorso: per un po’ di risparmio spesso si va dal contadino o al mercato, dove comperare una cassettina intera dello stesso prodotto è più economico che comperare alla bilancia. In questo modo si ha la possibilità di conservare i prodotti che avanzano ad un prezzo e una qualità nettamente migliore.

T: Fatti una domanda e risponditi da sola!
D: Il prodotto che vorrei riuscire ad essiccare ma che ancora non ho provato? Il pesce!

Curiosità: avete essiccato funghi dopo un abbondante raccolto? Passateli nel frullatore fino ad ottenere una polvere fine, ed aggiungete un cucchiaio di questo preparato all’impasto della pasta fresca. Otterrete così una pasta aromatizzata ai funghi che, volendo, potete essiccare grazie al programma “pasta”.
Avete bollito troppe patate?
Schiacciatele in uno schiacciapatate adagiatele nei cestini dell’essiccatore foderati di carta forno e avviate il programma. Una volta secco, frullate fino ad ottenere una farina sottile. Diventerà un preparato per il purè oppure unito alla farina sarà la base per degli ottimi gnocchi di patate!

11 Comments

  1. O mamma ma davvero pensate che io sia una mezza pazza?? Hahaha fate bene in realtà sono anche peggio!!! :p
    Scherzo!!!
    Rileggendo questa intervista mi rendo conto che ho tralasciato molto, il mio caro essiccatore fa molto di più! ;))

  2. sono una di quelle che le fragole le coltiva anche in inverno…..e vi assicuro che non sono antiecologici,antieconomici ecc ecc….ma soprattutto non sono “antisalutista” non facciamo di tutta un erba un fascio…..e sopratutto non credete che le fragole “estive” siano del tutto “naturali”……

    1. Ahahha, ma no ci mancherebbe Antonella!
      E’ che, ammettiamolo, le virtuose (e pazienti) come lei sono davvero poche. Le fragole sono marzoline e se protette e coperte possono nascere anche in inverno, ma le persone di norma acquistano i prodotti al supermercato o dal fruttivendolo, bisogna essere onesti.

      Inoltre abbiamo scritto in tantissimi punti nel nostro blog che i prodotti fuori stagione sono pericolosi quanto quelli in stagione ma “dopati”, nel senso cresciuti in maniera intensiva e alimentati con sostanze nocive per l’uomo. Un esempio per tutti: se facciamo una bella tisana con le fragole acquistate in stagione ma magari da coltivazioni intensive, piene di pesticidi e non controllate, ci berremo tutte le schifezze con cui son state cresciute e che avremo perfettamente estratto grazie all’acqua bollente della tisana (c’è un articolo su questo, nel blog).

      Insomma, i nostri lettori più affezionati sanno che sconsigliamo sempre anche l’uso di prodotti non naturali, per quanto possibile: un pomodoro in dicembre sa di acqua. In luglio ma da coltivazione intensiva, probabilmente sa di acqua tanto quanto, e garantiamo che lo ricordiamo sempre.

      Poi certamente ognuno fa come può 🙂

      Ma parlando di cose serie: che tipo di produzione ha?! Perché potremmo magari organizzare un gruppo d acquisto, così abbiamo le fragole tutto l’anno! 😀

      Un saluto e ancora complimenti per il suo lavoro e la sua passione!

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