Zenzero mon amour

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“Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente. […] il sapore e l’aroma tipico lo vedono ampiamente utilizzato come spezia, specie in forma essiccata e polverizzata, o fresco in fette sottili. […] Nella cucina giapponese lo zenzero è normalmente servito in forma caramellata con il sashimi. Nelle varie cucine indocinesi è spesso utilizzato anche nella preparazione di zuppe e piatti con salse.

 

Il rizoma fresco, con l’ebollizione, consente la coagulazione del latte come altre sostanze di origine animale o vegetali (caglio) ed è largamente impiegato anche nella preparazione di tisane. Infine, entra nella prepararazione della bevanda analcolica nota come ginger ale ed in una variante del cioccolato modicano. Il rizoma essiccato, generalmente commercializzato in polvere, è impiegato come spezia in cucina e nella preparazione di liquori e bibite (in particolare del Ginger ale) come aromatizzante. Ha proprietà stimolanti la digestione (stomachico), stimolanti la circolazione periferica, antinfiammatorie ed antiossidanti, e si ritiene tradizionalmente contribuisca alla conservazione ed all’esaltazione dei sapori delle pietanze cui è solitamente associato. Il rizoma possiede una evidente azione antinausea, antiemetica (contro il vomito), antipiretica e antinfiammatoria.” (fonte Wikipedia)

E vogliamo forse dimenticare il pan di zenzero?!

zwei Lebkuchenmännchen, Orange, Gewürze

Noi della Tauro lo zenzero lo amiamo proprio: appassionati di centrifughe, ce lo cacciamo dentro a prescindere dagli altri ingredienti, lo usiamo grattugiato direttamente nell’acqua bollente per tisane energizzanti e carminative, ne facciamo scorpacciate colossali prima delle immersioni subacquee, ma ammettiamo di averne sempre una certa scorta di fresco in casa.

Come ci racconta giustamente Wikipedia, però, è anche vero che l’uso essiccato è il più comune e diffuso, ma noi ce n’eravamo lavati le mani dopo averne comprata una confezione della più nota casa di spezie italiana, in mancanza del fresco nel supermercato, quel giorno. Risultato? Sembrava di insaporire con acqua fresca, non sapeva di nulla, figuriamoci pizzicare come fa di solito il rizoma fresco.

Oggi, grazie a Simo e al suo splendido blog, ci rappacifichiamo con lo zenzero secco e proviamo anche noi per la prima volta, fiduciosi e curiosi, a cacciarlo dentro l’essiccatore…

Procedimento:

Sbucciate lo zenzero con un coltellino affilato senza perdere la pazienza (questa fase può risultare un po’ faticosa), sciacquatelo abbondantemente sotto l’acqua corrente, asciugatelo accuratamente e tagliatelo a fettine sottilissime che andranno poi sistemate nell’essiccatore.

Procedete quindi selezionando il programma T4 e lasciate lavorare l’essiccatore tra le 8 e le 12 ore: per tutta la notte, per esempio, sarà perfetto.

A questo punto passate in un mixer le fettine per polverizzarle: otterrete un ottimo zenzero in polvere dal profumo inebriante, che conserva chiare ed inalterate le sue note acidule e piccanti.

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Simo ne ha conservato una parte in un barattolino dal tappo in sughero, mentre con l’altra ha realizzato un geniale zucchero aromatizzato. Ecco come: in un vaso ermetico ha miscelato zucchero e zenzero in polvere secondo una proporzione precisa, un cucchiaino scarso di polverina di zenzero essiccata ogni quattro cucchiaini colmi di zucchero semolato. Ha quindi chiuso e lasciato per qualche giorno a riposare, agitando il vasetto ogni tanto.

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E gli usi di questi due preparati sono i più diversi: aromatizzare dolci, condire piatti di pesce, preparare una tisana o profumare una buona camomilla…

L’idea in più di Simo per ottenere una camomilla davvero particolare, quasi una tisana digestiva: unite durante l’infusione una bacca di anice stellato o a mezzo cucchiaino di semi finocchio leggermente pestati, dolcificate con lo zucchero aromatizzato allo zenzero ed assaporate.

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6 Comments

    1. Salve, purtroppo questo è un blog dedicato all’essiccatore e a chi, possedendone uno, ha bisogno di consigli su come utilizzarlo al meglio.
      Ci sono molti articoli qui che spiegano l’importanza di un essiccatore e le mille ragioni per cui non possa essere sostituito da un forno né tantomeno dal sole, a meno che non si essicchi giusto una o due volte all’anno.
      Speriamo che anche lei entri presto nel tunnel… del vento! 😉 Buona Pasqua!

  1. Buongiorno!
    E se invece volessi ottenere delle fette di zenzero disidratato come quelle che si trovano sulle bancarelle delle fiere? Io lo utilizzo come anti nausea durante i viaggi ed è molto comodo portarne qualche pezzetto sempre in borsa.
    Grazie mille!!

    1. Buongiorno a lei Valentina! Per essiccare lo zenzero le consigliamo di tagliarlo a fettine sottili, da disporre nell’essiccatore senza sovrapporle e azionare il programma P3 BioCrudista per una manciata di ore. Lo zenzero è molto delicato quindi il tempo di essiccazione non è poi così lungo. Ci faccia sapere come viene, buona essiccazione.

  2. Salve, ho appena comprato il vostro essiccatore. Ma ho visto che nel libretto delle istruzioni e non ci sono indicazioni per lo zenzero. Anche io vorrei fare lo zenzero e la frutta disidratata da mangiare come snack. Come faccio a farli venire carnosi come quelli che si comprano? Che programma e durata?

    1. Buongiorno Enrico, per essiccare lo zenzero può procedere così: sbucciarlo e tagliarlo a fettine molto sottili e disporlo nell’essiccatore avviando il programma t4 per 8-12 ore. Per quel che riguarda la frutta essiccata che si compra nei vari supermercati e che ha colori brillanti e spessori notevoli o forme molte definite, probabilmente lì dentro è contenuto anche “altro” rispetto alla sola frutta (parliamo di coloranti, conservanti…) ed è stata sottoposta a un processo di essiccazione differente rispetto a un ciclo domestico. Il risultato finale dell’essiccazione dipende anche molto dal prodotto di partenza, dal suo grado di maturazione, dalla pezzatura, dalla quantità d’acqua contenuta in esso… Comunque nel nostro blog troverà veramente tante ricette, dalle più semplici, con le indicazioni di base per essiccare i “fondamentali” (mele, pere, albicocche, fichi, pomodori…) alle più elaborate e sfiziose per creare nuove combinazioni e nuovi gusti da assaggiare. Si butti, le provi 🙂

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